Che vino è lo Chardonnay
Lo Chardonnay è un vitigno originario della Borgogna, celebre regione francese rinomata per i suoi vini pregiati, amati e riconosciuti sulle tavole di tutto il mondo.
Ciò che rende lo Chardonnay così apprezzato dagli amanti del buon vino è la sua straordinaria adattabilità a terreni e climi diversi, unita a una facilità di vinificazione.
Cantine Boroli offre una varietà di Chardonnay chiamata “Langhe Chardonnay Bel Amì”, il cui nome si ispira al romanzo di Guy de Maupassant del 1885, particolarmente caro alla signora Elena, madre di Achille Boroli. La particolarità di questo vino è la raccolta delle uve interamente a mano nella vigna a pochi passi dalla cantina e la macerazione per 24/48 ore dopo un’attenta selezione per favorire l’estrazione dei profumi caratterizzanti. Per esaltare l’equilibrio naturale tra mineralità e freschezza, elementi chiave dell’identità stilistica di questo vino, l’affinamento in legno è volutamente rapido e non invasivo.
Caratteristiche del vino Chardonnay
Le caratteristiche del vino Chardonnay variano molto a seconda del luogo di produzione, in base al terreno, al clima e allo stile enologico, ma esistono dei tratti comuni che lo rendono riconoscibile e molto apprezzato a livello internazionale.
Alla vista, si presenta come un vino dal colore giallo paglierino, con leggeri riflessi tendenti al verde o al dorato a seconda del processo di affinamento.
Il profumo ricorda molto un aroma fruttato, in particolare con sentori di frutta a polpa bianca e agrumi, ma con la tendenza a frutta tropicale quando prodotto in zone dal clima più caldo o note burrose e di nocciola se affinato in barrique. Infine, al gusto rimane secco, morbido e rotondo, caratterizzato da una buona acidità e freschezza al palato e un finale fruttato o minerale a seconda del terroir. Il corpo è medio o pieno, perfetto per abbinarsi a pietanze diverse.
Abbinamenti con il cibo
L’abbinamento tra vino Chardonnay e cibo è molto interessante, forse uno dei più stimolanti nel mondo vinicolo. L’ampia gamma di componenti aromatiche, influenzate dal terreno e dal clima di coltivazione, rende questo vino ideale per abbinamenti gastronomici che spaziano dai più semplici ai piatti più strutturati.
Lo Chardonnay fermo si abbina perfettamente a piatti a base di pesce, carni bianche, primi piatti delicati e formaggi di media stagionatura. Quando vinificato con metodo classico, lo Chardonnay dà vita a spumanti eleganti e complessi, perfetti per accompagnare aperitivi raffinati, crudi di mare, fritture leggere e piatti di alta cucina. Nella versione passita, lo Chardonnay rivela un’anima dolce e profonda, con note di frutta secca e miele, perfetto soprattutto con formaggi erborinati, foie gras o dolci secchi o cremosi.
La vinificazione in bianco
La vinificazione in bianco è un particolare processo di vinificazione comprendente tutte quelle fasi che accompagnano la produzione del vino partendo dal mosto, ovvero il ricavato dalla spremitura delle uve dopo la vendemmia.
Consiste nel far fermentare solo il mosto, senza lasciare in contatto il succo con le parti solide dell’acino, ottenendo così vini chiari, delicati e poco tannici.
Passaggi della vinificazione in bianco
La vinificazione in bianco è composta da diverse fasi:
- Pigiatura
- Diraspatura
- Sgrondatura
- Pressatura
Dopo la vendemmia, le uve vengono delicatamente spremute e il mosto viene subito separato dalle bucce (vinacce) e dai semi (vinaccioli) durante la fase di diraspatura.
Le bucce sono, infatti, ricche di sostanze capaci di determinare il colore finale, mentre i semi contengono tannini, i principali responsabili del gusto astringente del vino unito ad una sensazione di secchezza sul palato e sulle gengive. Separando rapidamente le parti solide, si ottiene così un vino bianco privo di tannini rilevanti e dal colore chiaro e limpido, con un gusto morbido e delicato tipico dello Chardonnay.
Segue poi la fase di sgrondatura, fondamentale della vinificazione in bianco, durante la quale si separano il mosto fiore (la parte liquida più pregiata) dalle parti solide residue, riducendo al minimo il contatto tra succo e bucce. Le vinacce vengono, quindi, mandate alla fase di pressatura per estrarre il mosto residuo. Quest’ultimo viene reso limpido per decantazione o filtrazione, in modo da garantire finezza e purezza al vino finale.