Chardonnay vinificato in clayver: i benefici di questo metodo

Bottiglia Chardonnay Bel Amì

Elegante e sofisticato, lo Chardonnay è un vino capace di unire freschezza, finezza aromatica e struttura, conquistando da secoli i vigneti di Francia e Italia.
In questo articolo esploreremo le caratteristiche principali che rendono lo Chardonnay così apprezzato, soffermandoci in particolare sui metodi di vinificazione più distintivi, come quello in Clayver, scelto da Boroli per esaltarne eleganza, equilibrio e longevità e applicato in un progetto tutto nuovo che vedrà i suoi frutti a ottobre.

Che vino è lo Chardonnay

Lo Chardonnay è un vitigno originario della Borgogna, celebre regione francese rinomata per i suoi vini pregiati, amati e riconosciuti sulle tavole di tutto il mondo.
Ciò che rende lo Chardonnay così apprezzato dagli amanti del buon vino è la sua straordinaria adattabilità a terreni e climi diversi, unita a una facilità di vinificazione.

Cantine Boroli offre una varietà di Chardonnay chiamata “Langhe Chardonnay Bel Amì”, il cui nome si ispira al romanzo di Guy de Maupassant del 1885, particolarmente caro alla signora Elena, madre di Achille Boroli. La particolarità di questo vino è la raccolta delle uve interamente a mano nella vigna a pochi passi dalla cantina e la macerazione per 24/48 ore dopo un’attenta selezione per favorire l’estrazione dei profumi caratterizzanti. Per esaltare l’equilibrio naturale tra mineralità e freschezza, elementi chiave dell’identità stilistica di questo vino, l’affinamento in legno è volutamente rapido e non invasivo.

Caratteristiche del vino Chardonnay

Le caratteristiche del vino Chardonnay variano molto a seconda del luogo di produzione, in base al terreno, al clima e allo stile enologico, ma esistono dei tratti comuni che lo rendono riconoscibile e molto apprezzato a livello internazionale.
Alla vista, si presenta come un vino dal colore giallo paglierino, con leggeri riflessi tendenti al verde o al dorato a seconda del processo di affinamento.
Il profumo ricorda molto un aroma fruttato, in particolare con sentori di frutta a polpa bianca e agrumi, ma con la tendenza a frutta tropicale quando prodotto in zone dal clima più caldo o note burrose e di nocciola se affinato in barrique. Infine, al gusto rimane secco, morbido e rotondo, caratterizzato da una buona acidità e freschezza al palato e un finale fruttato o minerale a seconda del terroir. Il corpo è medio o pieno, perfetto per abbinarsi a pietanze diverse.

Abbinamenti con il cibo

L’abbinamento tra vino Chardonnay e cibo è molto interessante, forse uno dei più stimolanti nel mondo vinicolo. L’ampia gamma di componenti aromatiche, influenzate dal terreno e dal clima di coltivazione, rende questo vino ideale per abbinamenti gastronomici che spaziano dai più semplici ai piatti più strutturati.

Lo Chardonnay fermo si abbina perfettamente a piatti a base di pesce, carni bianche, primi piatti delicati e formaggi di media stagionatura. Quando vinificato con metodo classico, lo Chardonnay dà vita a spumanti eleganti e complessi, perfetti per accompagnare aperitivi raffinati, crudi di mare, fritture leggere e piatti di alta cucina. Nella versione passita, lo Chardonnay rivela un’anima dolce e profonda, con note di frutta secca e miele, perfetto soprattutto con formaggi erborinati, foie gras o dolci secchi o cremosi.

La vinificazione in bianco

La vinificazione in bianco è un particolare processo di vinificazione comprendente tutte quelle fasi che accompagnano la produzione del vino partendo dal mosto, ovvero il ricavato dalla spremitura delle uve dopo la vendemmia.
Consiste nel far fermentare solo il mosto, senza lasciare in contatto il succo con le parti solide dell’acino, ottenendo così vini chiari, delicati e poco tannici.

Passaggi della vinificazione in bianco

La vinificazione in bianco è composta da diverse fasi:

  • Pigiatura
  • Diraspatura
  • Sgrondatura
  • Pressatura

Dopo la vendemmia, le uve vengono delicatamente spremute e il mosto viene subito separato dalle bucce (vinacce) e dai semi (vinaccioli) durante la fase di diraspatura.
Le bucce sono, infatti, ricche di sostanze capaci di determinare il colore finale, mentre i semi contengono tannini, i principali responsabili del gusto astringente del vino unito ad una sensazione di secchezza sul palato e sulle gengive. Separando rapidamente le parti solide, si ottiene così un vino bianco privo di tannini rilevanti e dal colore chiaro e limpido, con un gusto morbido e delicato tipico dello Chardonnay.

Segue poi la fase di sgrondatura, fondamentale della vinificazione in bianco, durante la quale si separano il mosto fiore (la parte liquida più pregiata) dalle parti solide residue, riducendo al minimo il contatto tra succo e bucce. Le vinacce vengono, quindi, mandate alla fase di pressatura per estrarre il mosto residuo. Quest’ultimo viene reso limpido per decantazione o filtrazione, in modo da garantire finezza e purezza al vino finale.

Procedimento vinifico dello chardonnay

Capace di adattarsi a diversi stili enologici, lo Chardonnay può essere vinificato in tre principali versioni: fermo, spumante e passito, tutte e tre vinificate in bianco, ma con alcune variazioni.
Lo Chardonnay fermo viene fermentato in acciaio per un profilo secco e fruttato, oppure in barrique per uno stile più morbido, complesso e avvolgente.
Nella versione spumante, invece, il metodo classico è protagonista indiscusso della scena vinicola: una seconda fermentazione in bottiglia e un lungo affinamento sui lieviti regalano bollicine fini, eleganti, accompagnate da note agrumate e di crosta di pane.
Infine, nel passito le uve vengono lasciate appassire prima della vinificazione, dando origine a un vino dolce e intenso, dai sentori di frutta secca, miele e spezie.

Vinificazione in Clayver dello Chardonnay: il metodo Boroli

Un nuovo vino di uve Chardonnay è al centro del progetto sperimentale della cantina Boroli, che ha scelto di vinificare in Clayver una piccola partita proveniente da una vigna storica piantata all’inizio degli anni ’90, situata tra Villero e Bricco Fiasco, nel cuore delle Langhe. Il terreno di marna bianca, una roccia sedimentaria tipica della zona, conferisce allo Chardonnay freschezza, mineralità e corpo.

Dopo una prima fermentazione naturale in acciaio, il vino segue un lungo affinamento sulle fecce fini in Clayver, un contenitore ceramico studiato appositamente per Ia vinificazione, valorizzando l’uva e favorendo l’equilibrio aromatico e gustativo del prodotto finale. Attualmente, nelle Cantine Boroli si attende il naturale svolgimento della fermentazione malolattica, mentre si lavora regolarmente con le fecce fini per conferire struttura e complessità al vino.

La produzione è volutamente contenuta: sono stati utilizzati solo due Clayver, rendendo questa prima annata una micro-produzione utile per valutare a fondo il potenziale della piccola vigna. L’imbottigliamento è previsto tra settembre e ottobre.

Cos’è il Clayver e da cosa è composto

Il Clayver è un contenitore in ceramica tecnica ad alta densità, utilizzato per la fermentazione e l’affinamento del vino. A differenza delle botti di legno, il Clayver non rilascia note legnose o tanniche, ma consente comunque un apporto costante e controllato di ossigeno al vino. Questo permette al prodotto di “respirare” nel tempo, favorendo l’evoluzione e la longevità, senza però interferire con la purezza del profilo aromatico. Grazie a questo strumento si unisce la neutralità aromatica dell’acciaio alla porosità controllata della terracotta, offrendo una via elegante e sofisticata per ottenere vini freschi e raffinati.

I benefici della vinificazione in Clayver

La vinificazione in Clayver offre numerosi vantaggi:

  • favorisce un’evoluzione lenta e costante grazie alla micro-ossigenazione;
  • non altera il profilo aromatico naturale del vino, a differenza del legno;
  • migliora la struttura e l’equilibrio grazie al lavoro prolungato sulle fecce;
  • esalta la freschezza e la mineralità.

Queste caratteristiche rendono il Clayver uno strumento perfetto per chi cerca un’espressione pulita, elegante e autentica del vitigno, lasciando spazio al territorio e alla materia prima.

La filosofia di vinificazione in Clayver della cantina Boroli

Grazie alla vinificazione in Clayver, Boroli vuole ottenere ottenere finezza, eleganza e freschezza attraverso una vinificazione rispettosa della natura delle uve Chardonnay e del terroir. Il vigneto scelto si trova in una posizione fresca e strategica, con un suolo capace di trasmettere mineralità e tensione sapida, bilanciate da una dolcezza naturale e materica che si esprime senza eccessi.

Se sei alla ricerca di un luogo in cui assaporare l’arte vinicola del territorio delle Langhe, le Cantine Boroli sono il luogo perfetto. Qui potrai, infatti, trovare il vino autentico prodotto con uve provenienti direttamente dai vigneti circostanti e affacciarti da un’autentica e unica terrazza sulle Langhe. Visita il sito e scopri il percorso che fa al caso tuo.

VISITA LA
CANTINA

Le cantine Boroli, situate a Castiglione Falletto, sono il posto perfetto per immergersi nel magico territorio delle Langhe con percorsi di degustazione e vivere un’esperienza indimenticabile all’insegna della scoperta e del buon vino.

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